Quando la AI di Google ti fa chiamare un truffatore
Il nuovo rischio digitale dei dati di contatto suggeriti dalle AI overview
Quando la AI di Google ti fa chiamare un truffatore
Il nuovo rischio digitale dei dati di contatto suggeriti dalle AI overview
Attenzione, articolo ad alto contenuto di sarcasmo e polemica.
Oggi siamo arrivati a un livello in cui la nostra pigrizia nel cercare informazioni viene coccolata, massaggiata e incoraggiata. Parlo di quei box in cima ai risultati, i riassuntini generati dall’intelligenza artificiale di Google, quelli che promettono di dirti tutto senza dover aprire un sito, senza approfondire. Tutto subito, tutto semplice, tutto pronto. Peccato che, a volte, non sia affatto affidabile.
Ottant’anni fa era “l’ha detto la radio”.Cinquanta anni fa era “l’ho visto in TV!!”
Quindici anni fa e fino all’altro ieri era “l’ho trovato su Google”.
E oggi? "Me lo ha detto ChatGPT!"

Un episodio reale
Un utente racconta:
«Devo contattare un famoso sito di prenotazioni alberghi per chiedere un rimborso. Cerco il numero di telefono su Google, in alto L’IA di Google mi dà un numero verde. Lo chiamo. Risponde uno con accento indiano e mi dice: “ok, ti rimborsiamo parzialmente, dacci i dati della carta di credito”. Io dentro di me sento puzza di bruciato e riattacco. Cerco il sito ufficiale del famoso sito di prenotazioni alberghi, vado alla voce "contattaci", chiamo il numero vero che trovo sul sito ufficiale. Scopro che i primi che ho chiamato mi stavano provando a truffare (ovviamente). Voglio 15 minuti della mia vita indietro, accidenti alla IA di Google!»Non è ingenuità: è un effetto della struttura stessa del sistema. L’IA prende quello che trova e lo presenta come affidabile. I truffatori lo sanno e si posizionano lì, in cima alla lista, pronti a sfruttare ogni click.
Dietro le quinte
Non è solo un caso isolato. Indagini giornalistiche hanno rivelato come grandi piattaforme digitali abbiano guadagnato miliardi ospitando annunci ingannevoli, lasciando correre account problematici pur di non perdere ricavi pubblicitari. Google funziona con logiche simili: la priorità è fornire risultati rapidi, coinvolgenti e cliccabili. La velocità di indicizzazione può lasciare passare contenuti fraudolenti prima che vengano corretti.
Il rischio aumenta quando si parla di soldi: prenotazioni, rimborsi, numeri di assistenza clienti, offerte di investimento. La comodità di avere tutto a portata di mano può trasformarsi in un pericolo concreto.
Come difendersi
Chi utilizza questi sistemi deve sapere che la prudenza è un alleato prezioso. Verificare sempre il sito ufficiale, fare ricerche aggiuntive prima di fornire dati sensibili, non fidarsi ciecamente di numeri o link mostrati dall’IA. Una risposta sintetica non è una fonte controllata: è un riassunto, utile ma limitato.
Un piccolo controllo in più può evitare di cadere in trappole digitali ben costruite e, a volte, molto costose.
- Immagini nell'articolo da Pixabay
- Immagine iniziale da Pexels, Foto di Alexander Grey

